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Intervento del presidente dell'associazione Terra Nostra in occasione dell'inaugurazione della sede sociale - Poggio Imperiale, 7 ottobre 2007
Lo spirito di gruppo e la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari, sono stati i motivi fondamentali che hanno spinto un gruppo di amici a costituire l’Associazione Culturale “TERRA NOSTRA”, un’associazione apolitica e senza scopi di lucro che pone fra i suoi obiettivi primari la promozione di attività culturali, sportive e ricreative finalizzate ad una crescita sociale di Poggio Imperiale.
“TERRA NOSTRA” nasce come associazione culturale indipendente e non è legata a nessun gruppo ideologico, politico e religioso. L’Associazione si propone di svolgere interventi di solidarietà ed assistenza a favore di bambini e famiglie meno abbienti, adoperarsi a favore del prossimo e di tutelare e valorizzare i beni culturali e artistici di Poggio Imperiale e del suo territorio. Per realizzare questi scopi è intento dell’Associazione chiedere ed offrire collaborazione agli altri sodalizi, anche di natura religiosa, presenti sul territorio e che da statuto perseguono di finalizzare gli stessi obiettivi.
Pertanto si esorta tutta la società di Poggio Imperiale a cooperare con l’Associazione “TERRA NOSTRA”, mettendo da parte pregiudizi e denigrazioni che ledono il vivere sociale e la crescita culturale del nostro paese, in modo da operare in senso costruttivo, e con la ferrea volontà di progredire, per un futuro più prospero della nostra comunità.
“TERRA NOSTRA”, che oggi vede la luce ufficialmente, è stata già classificata come associazione con finalità diverse da quelle che ho esposto pocanzi, mi faccio garante del nostro progetto perché alla sua base ci sono i valori che hanno contraddistinto Poggio Imperiale fino agli anni Ottanta del secolo scorso, e cioè quelli della cooperazione sociale, della modestia e del senso dell’altruismo; tutti valori che oggi, per l’orgoglio e la presunzione di pochi, si sono spiacevolmente - purtroppo per noi - estinti.
Chiediamo con fermezza a tutti voi che in questo difficile momento sia importante partecipare a questo nostro proposito con un'azione concreta di aiuto, di collaborazione e di sostegno nei confronti della società. Il nostro sforzo vuole essere un intervento sincero a favore della collettività terranovese, per far si che quella nostra diventi una società basata sulla cooperazione e l'aiuto, piuttosto che sulla competizione e l'egoismo. Questo è il nostro messaggio ed è ciò che per primi, e non è retorica, cercheremo di fare.
Abbiamo molti progetti in cantiere, per l’immediato futuro abbiamo programmato la formazione di un piccolo complesso musicale, la ripresa della tradizione del presepe vivente, la partecipazione al carnevale terranovese e infine una grossa iniziativa culturale: l’istituzione del Premio Nazionale “Spiga d’Oro”, a cui stiamo già lavorando a stretto contatto con il Presidente e direttore artistico Stefano Bucci, il noto artista foggiano che purtroppo oggi è assente per impegni assunti precedentemente. Il premio sarà a carattere nazionale, verranno premiati infatti anno dopo anno, artisti della musica leggera, della danza, del teatro e del cinema che si sono distinti nel proprio campo. Inoltre ci saranno altri 2 riconoscimenti, le targhe SPIGA d’ORO, riservati a personaggi della Capitanata e di Poggio Imperiale, e qui saranno considerati anche coloro impegnati nello sport, nella cultura e nel sociale.
Il nostro augurio e la nostra speranza e che in queste iniziative troviamo la collaborazione e l’aiuto delle istituzioni, rappresentate oggi dal vicepresidente della Provincia Franco Parisi e dal vicepresidente dell’Ente Parco del Gargano, Giovanni Schiavone, a cui va il ringraziamento personale e di tutti i soci di TERRA NOSTRA.
Un grazie sincero e di cuore alla madrina della serata, la campionessa foggiana Antonella Bevilacqua, che ha accettato con piacere il nostro invito e i nostri intenti e alla quale doneremo la tessera N°1 di socia onoraria.
Infine ringrazio tutti voi presenti, i presidenti e i soci delle altre locali associazioni per la partecipazione.
Giovanni Saitto
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POGGIO IMPERIALE NON DIMENTICA I SUOI 'EROI'
In collaborazione tra i Carabinieri del Comando di Compagnia di San Severo, quello della Stazione di Poggio Imperiale, il Comune e la Parrocchia di Poggio Imperiale, si è svolta venerdì 7 marzo 2008 nella nostra cittadina una sobria ma solenne cerimonia per ricordare i due carabinieri che hanno perso la vita nel compimento del proprio dovere:
MASSIMO URBANO: 26/5/1971-7/3/2000 – Carabiniere scelto Medaglia d’oro al valor civile
DAMIANO BRACCIA: 11/3/1947-6/3/1981 – Appuntato con Encomio Solenne
Due figli di una agreste e laboriosa comunità del sud che con il loro sacrificio hanno ben onorato la nobile divisa che indossavano e con essa la dignità del popolo italiano.
Due sacrifici che un destino ineffabile ha voluto quasi accomunare anche nella data; 6 marzo per Braccia e 7 marzo per Urbano.
Queste le motivazioni ufficiali dei due nobili gesti ai quali le autorità cittadine negli scorsi anni hanno voluto dedicare due cippi monumentali nel locale cimitero cittadino e, a Damiano Braccia, intitolare anche una strada cittadina.
MASSIMO URBANO
Con ferma determinazione, esemplare iniziativa e consapevole sprezzo del pericolo in servizio di pattuglia su autoradio, si poneva all'inseguimento di due autovetture rubate, sottrattesi al controllo e in velocissima fuga, una delle quali collideva frontalmente con autoarticolato, coinvolgendo nel sinistro l'autovettura militare e altra autoradio intanto chiamata a supporto. Nel terribile impatto riportava gravissime lesioni a seguito delle quali decedeva. Chiaro esempio di altissimo senso del dovere ed elette virtù civiche.
Urago D’Oglio (BS) 7 marzo 2000
DAMIANO BRACCIA
L’appuntato Braccia era un esperto artificiere e quel giorno, come tante altre volte, si era recato insieme al carabiniere Annicito, nella vecchia Cava di Ferno nelle adiacenze dell’aeroporto, per disinnescare tre bombe residuati bellici. Avevano già tolto i detonatori alle prime due bombe che erano risultate scariche, mentre la terza improvvisamente esplodeva uccidendo l’Appuntato Braccia e ferendo gravemente il collega di anni 20, effettivo al terzo Battaglione Mobile di Milano.
Entrambi operavano per salvare al vita dei Cittadini.
Fulgido esempio di raro altruismo.
Ferno
(VA), 6 marzo 1981
Dopo la S. Messa, officiata dal parroco Don Luca De Rosa, sono stati posti dei cuscini floreali ai cippi monumentali.
Alla celebrazione erano presenti, oltre ai familiari dei caduti, anche il Comandante della Compagnia Cap. Orlando Narducci, il neo comandate la Stazione M.llo Pietro De Stasio, il Sindaco Rocco Lentinio, il parroco Don Luca De Rosa e tantissima gente comune che come negli anni passati hanno voluto onorare la nobile figura dei due concittadini.
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L'INSEDIAMENTO NEOLITICO DI POGGIO IMPERIALE
Venerdì 18 aprile
2008 si
è tenuta a Poggio Imperiale una conferenza dal tema: "Poggio Imperiale tra Neolitico e storia moderna".
Sono intervenuti la
dott.ssa Anna Maria Tunzi, della
Soprintendenza
Archeologica della Puglia, che ha improntato la sua relazione sull'insediamento neolitico di
contrada Torretta a Poggio Imperiale; la prof.ssa Antonietta
Zangardi, che ha illustrato agli intervenuti i
documenti della storia di Poggio Imperiale, ha chiuso la conferenza lo
studioso di storia locale Giovanni Saitto, che ha parlato della prima colonia albanese
di Poggio Imperiale.
Alla manifestazione, organizzata dall'Associazione Culturale "Terra Nostra Onlus" e patrocinata dal Comune di Poggio Imperiale, hanno partecipato, oltre che a numerosi cittadini, anche le scolaresche delle scuole medie, presso i cui locali si è tenuto l'evento culturale.

Una delle sette sepolture ritrovate nel villaggio neolitico in località Torretta a Poggio Imperiale. Il defunto, deposto in una tomba circolare, è sepolto rannicchiato e appoggiato sul fianco sinistro, posture caratteristiche delle sepolture del Neolitico che, probabilmente, ricordavano la posizione del sonno.
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DEBUTTO DEI RAGAZZI DEL CORSO DI MUSICA
Lunedì 30 giugno 2008 si è esibita, per la prima volta a Poggio Imperiale, l'orchestra «EUTERPE» del maestro Giuseppe Mandunzio. Al saggio hanno partecipato tutti i ragazzi iscritti al corso di musica, organizzato dall'Associazione Terra Nostra Onlus e diretto appunto dal prof. Mandunzio, i quali si sono esibiti prima con degli assoli e infine, guidati dal loro insegnante, hanno suonato una medley molto intensa di colonne sonore di Ennio Morricone (C'era una volta il West - Giù la testa - Il buono, il brutto, il cattivo); una Suite napoletana e infine una vivace New York New York, tutti brani arrangiati dallo stesso maestro. Ha accompagnato i ragazzi al tastiera il prof. Giuseppe Iuso. Ospite della serata la cantante Marina Caputo che, oltre a presentare l'evento, ha cantato due brani del suo repertorio. Folto il pubblico dei presenti che hanno applaudito i neomusicisti nelle loro performance, unica nota stonata l'assoluta assenza dell'Amministrazione Comunale, che peraltro ha anche patrocinato la manifestazione. Al termine, interventi del presidente dell'Associazione che ha curato l'iniziativa, Giovanni Saitto, e dei soci Gino Buccino e Antonio Mazzarella, che hanno consegnato al prof. Mandunzio un cesto ricordo per il suo notevole impegno in otto mesi di corso.

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PRANZO SOCIALE DI FINE ANNO 2008
Domenica 21 dicembre 2008, presso il ristorante La Rosa dei Venti di Lesina Marina, si è svolto il pranzo sociale della nostra Associazione, al quale hanno partecipato, con le proprie famiglie circa trenta soci. Erano presenti anche i soci onorari Antonella Bevilacqua, campionessa olimpionica di salto in alto, e l'imitatore Stefano Bucci. Prima del pranzo il presidente Giovanni Saitto ha relazionato sull'anno di attività del sodalizio ed ha portato a conoscenza dei soci il bilancio economico dell'associazione, chiuso in attivo. Nell'occasione è stato presentato il labaro, che rappresenterà l'Associazione Terra Nostra Onlus nelle varie manifestazioni ufficiali. Prima del taglio della torta, realizzata a forma del nostro stemma, Antonella e Stefano hanno consegnato al piccolo Orlin la somma di 554,00 euro raccolte nel corso del presepe vivente del 2007, mentre il presidente ha lanciato ufficialmente il progetto "SOS per Songa" (vedi la pagina della Solidarietà). Ha allietato la giornata l'illusionista Rocco Borsalino, che ha mostrato parte del suo genio. Al termine del pranzo sono state consegnate ai soci le nuove tessere del 2009.
Clicca sulla foto per vedere la slide.

Il presidente ha appena consegnato le tessere di soci onorari a Stefano Bucci ed Antonella Bevilacqua.

Intervento di Antonella.

Matteo Calà illustra ai soci il disagio sociale in cui vivono gli abitanti di Songa.
LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE
Carissimi soci,
è trascorso poco più di un anno dalla fondazione dell’Associazione Terra Nostra e mi sembra doveroso ripercorrere insieme a voi le tappe di questi intensi quindici mesi di attività svolta dal nostro sodalizio.
Il 7 ottobre dello scorso anno, in occasione dell’inaugurazione della sede sociale, alla presenza della madrina, la qui presente Antonella Bevilacqua, ebbi a dire che tra gli obiettivi primari che Terra Nostra si poneva figurava la promozione di attività culturali e ricreative finalizzate ad una crescita sociale di Poggio Imperiale. Ma altri obiettivi ci eravamo preposti e cioè quelli, nobili ed eloquenti, di svolgere interventi di solidarietà ed assistenza a favore di bambini e famiglie meno abbienti. Ed infatti è con soddisfazione e vanto che oggi posso dichiarare che questi interventi si sono finalizzati prima nel concedere un aiuto al piccolo Orlin, al quale tra poco Antonella consegnerà la somma delle offerte raccolte nel presepe vivente dello scorso anno, e per il quale ci siamo anche impegnati in prima persona a cercare degli specialisti in grado di intervenire chirurgicamente per risolvere il suo problema all’occhio. A tal proposito ringrazio il socio Antonio Sanzone per la disponibilità prestata allo scopo.
E poi, solidarietà che abbiamo concesso anche agli abitanti di Songa, un piccolo villaggio del Sud del Congo, dove ancora oggi si parla di lebbra e malnutrizione. L’ospedale di questo villaggio è privo di tutte le attrezzature necessarie per l’espletamento dell’attività medica, mancano medici, medicine e attrezzature. L’associazione Terra Nostra Onlus, invitata a partecipare all’iniziativa, coordinata dalla consorella Reach Italia Onlus, un’associazione laica che cura la raccolta di fondi denominata “Una stella per Songa”, lancia oggi ufficialmente il progetto “SOS per Songa”, finalizzato all’acquisto di un elettrocardiografo da donare all’ospedale di quel villaggio. A favore di questo progetto è nostro intendo devolvere le offerte che saranno raccolte nel corso del prossimo presepe vivente e le quote destinate dai contribuenti alla nostra associazione del 5 per 1000 del proprio IRPEF.
A favore di “Una stella per Songa”, lunedì 8 dicembre scorso, abbiamo venduto 55 stelle di Natale, il cui ricavato, tolte le spese vive, è stato versato con bollettino di conto corrente postale alla Reach Italia Onlus. Ringrazio al riguardo tutti coloro che hanno contribuito allo scopo.
Per quanto riguarda invece le attività culturali, Terra Nostra ha proposto gite culturali-distensive a Napoli, San Giovanni Rotondo-Monte Sant’Angelo, Montevergine-Pietrelcina, con queste gite abbiamo unito l’utile al dilettevole: la conoscenza, la scoperta, la storia unite al divertimento e allo svago.
A dicembre dello scorso anno, grazie alla tenacia e all’esperienza del socio Antonio Mazzarella, abbiamo realizzato il presepe vivente e proposto alla cittadinanza il calendario del 2008 dei prodotti tipici e delle altre realtà presenti sul territorio del nostro paese.
Grazie alla collaborazione dei professori Pina Nista, nostra socia, e Peppino Mandunzio, all’insegna dello slogan “divertire divertendosi”, abbiamo organizzato un corso di musica per avviare i ragazzi verso un percorso mirato alla crescita personale, sociale e culturale. Al corso, orientato a tutti gli strumenti musicali, partecipano una trentina di ragazzi e ragazze i quali hanno costituito una piccola orchestra che si è esibita, lo scorso 30 giugno, in un saggio musicale che ha suscitato entusiasmo tra tutti gli spettatori intervenuti. Al proposito, annuncio che i ragazzi terranno, domenica prossima in chiesa, un concerto di Natale.
Sempre sul piano culturale, il 18 aprile di quest’anno la nostra associazione ha organizzato una conferenza, unica a Poggio Imperiale, dal tema: "Poggio Imperiale tra Neolitico e storia moderna". È intervenuta, con la sua equipe, la dott.ssa Anna Maria Tunzi, della Soprintendenza Archeologica della Puglia, che ha improntato la sua relazione sull'insediamento neolitico di contrada Torretta a Poggio Imperiale, oggi così miseramente abbandonato al suo destino; il dottor Rocco Sanseverino, stretto collaboratore della Tunzi, ha mostrato immagini e ricostruito tridimensionalmente la vita che si svolgeva nelle capanne circa 5000 anni fa. Alla conferenza hanno preso parte la prof.ssa Antonietta Zangardi, presente in sala, che ha illustrato i documenti della storia di Poggio Imperiale, e il sottoscritto, che ha relazionato sulla prima colonia albanese di Poggio Imperiale.
Da tradizione e da statuto annualmente accendiamo il falò in onore dell’Immacolata, seguito da un momento di aggregazione, anche questo un modo per stare insieme e amalgamare la nostra unione.
È nostro intento, inoltre, dare avvio ad una collana letteraria, denominata “Spighe di Capitanata” che baserà le pubblicazioni sugli studi inerenti il territorio dell’intera provincia.
Infine non si può non parlare del fiore all’occhiello della nostra Associazione: il premio nazionale Spiga d’oro, assegnato, nella scorsa edizione ad Anna Tatangelo e, mi sia consentito, alla nostra Antonella, le quali lasceranno il testimone nelle pregevoli mani di Renzo Arbore e Gaetano Gifuni. Qui devo spendere alcune parole a favore di Stefano. Signori è grazie a Stefano Bucci, con il suo carisma e la sua forte personalità, che è stato possibile realizzare questa importante e poderosa manifestazione a cui partecipano come nostri partner la Provincia di Foggia e la Regione Puglia. Stefano è il presidente del premio ed è anche il direttore artistico, e per il suo impegno nei nostri confronti desidero, a nome di tutti i soci, ringraziarlo di vero cuore. Grazie Stefano.
Sento inoltre il dovere di ringraziare anche tutti i soci che hanno dato il proprio contributo per far si che la cerimonia dello scorso 14 giugno, nonostante l’inclemenza atmosferica, abbia avuto il suo successo. E qui voglio ricordare l’impegno di Gino, Roberto, dei tre Michele, Antonio, Nazario, Giuseppe, Remo, Nicola, Enzo, Filippo insomma di tutta l’associazione. GRAZIE RAGAZZI.
Un pensiero doveroso ed amorevole va anche alle nostre compagne, alle nostre mogli: per tanti giorni non gli siamo stati accanto, per le spighe abbiamo trascurato famiglia e lavoro, ma loro ugualmente ci sono state vicino, ci hanno dato una mano e sostenuto nei momenti difficili. GRAZIE RAGAZZE
Sono stati quelli, momenti molto importanti; tra tutti noi organizzatori hanno interagito bene ed all’unisono: fantasia, creatività, serietà, impegno, rinunce e sacrifici uniti ad un forte legame di amicizia, al rispetto reciproco, alla solidarietà verso il nostro piccolo paese che non può e non deve essere abbandonato a se stesso. Fattori che hanno cementato in pieno il gruppo dell’associazione “Terra Nostra” e che garantiranno lo svolgersi di attività di una certa valenza anche nel futuro.
Il premio spiga d’oro nasce con lo scopo non solo di promozione turistica del territorio, ma, fattore molto più importante e significativo, di rivalutare Poggio Imperiale, far conoscere alla gente la sua storia, le sue tradizioni, le sue attività, la sua gente. Oggi il nostro paese è la cenerentola della Provincia, ho avuto modo più volte di ribadirlo al presidente Pepe, e “La notte delle Spighe” dovrà essere il volano del suo rilancio. Stiamo già lavorando a stretto contatto con la Provincia per l’organizzazione della seconda edizione delle spighe. Vi anticipo che il presidente, su nostra proposta, a istituito il “Premio Capitanata alla carriera” che annualmente sarà consegnato a personaggi che vantano almeno 20 anni di onorata carriera artistica. A simboleggiare il premio sarà una lira in pietra di Apricena con le corde e la trasversale in oro affiancata dalla stemma della nostra Provincia. Un altro importante traguardo raggiunto grazie alle nostre iniziative e alle nostre capacità. E ancora, la prima edizione della festa del grano, che anticiperà la notte delle spighe. Quest’altra manifestazione vedrà anno dopo anno la collaborazione con un paese dove già si festeggia e si celebra il grano. Quest’anno abbiamo scelto Jelsi: dal vicino Molise il comitato della Festa di Sant’Anna ci porterà alla scoperta delle loro tradizioni, dei loro manufatti e dei loro prodotti tipici, a cui saranno affiancati i nostri prodotti tipici. Adorneremo il palco delle spighe con le trecce di grano intessute a Jelsi e con le traglie, simbolo della loro festa contadina nata nel lontano 1805.
Tutte le attività descritte e finora svolte hanno avuto però dei costi: il premio spiga d’oro ha avuto spese consistenti, ma possiamo considerarlo un investimento; abbiamo inoltre comprato mobili, televisore, decoder, computer, il labaro che oggi per la prima volta fa sfoggio di sé e rappresenterà l’associazione nelle manifestazioni ufficiali. Ebbene, cari amici, a dispetto di qualcuno, che purtroppo si è perso per strada e che esprime giudizi nefasti e negativi sulla mia gestione e sul bilancio dell’associazione, posso affermare con notevole orgoglio e soddisfazione che il bilancio 2008 dell’associazione Terra Nostra si è chiuso in attivo e che pertanto si possono porre le basi per la prossima edizione del premio spiga d’oro, il cui progetto è già in cantiere e, vi assicuro, porterà a Poggio Imperiale personaggi molto noti nel campo della politica, del giornalismo e dello spettacolo.
Concludo con la speranza che questa mia relazione sia stata alquanto esaustiva. Chiedo venia se ho dimenticato alcuni di voi e alcune attività, ma, credetevi, un anno intenso porta purtroppo a non ricordare tutto ciò che si è fatto.
Ringrazio per la presenza Stefano, Antonella, Fabio, Rocco, don Luca e Michele.
Un grazie sincero e cordiale a tutti i miei collaboratori, in specialmodo Gino e Roberto con i quali lavoriamo fianco a fianco, e auguro a tutti voi un buon appetito, non prima però che don Luca abbia benedetto il labaro. GRAZIE
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FESTEGGIATA A POGGIO IMPERIALE “NONNA PEPPA” ROBUCCI
(Giovanni Saitto)
Poggio
Imperiale, 21 marzo 2009 - Condurre una vita sana e regolare, e circondata dall’affetto dei
suoi cari, sono gli ingredienti alla base della longevità di “Nonna Peppa”, al secolo Maria
Giuseppa Robucci, di Poggio Imperiale (Foggia), che ieri ha festeggiato insieme
ai famigliari e a tutta la comunità poggioimperialese i suoi 106 anni, che la
portano ad essere la donna più longeva nella storia del paese dell’Alto
Tavoliere. Altri compaesani che la seguono, ma “a parecchi anni” di distanza
sono: Giuseppe Nista, che taglierà la fatidica soglia delle cento primavere il
prossimo 8 aprile, e Lucia Anzivino, la quale compirà 99 anni il 19 giugno. Ma
vediamo alcune curiosità di questa “speciale classifica”: la donna più longeva
d’Italia è una lucana, Lucia Lauria, che con i suoi 113 anni, è nata infatti a
Pietrapertosa (Potenza) il 4 marzo 1896, è anche la donna vivente più grande
d’Europa. L’americana Gertrude Baines, invece, nata il 6 aprile 1894 a Shelman
(Georgia), con i suoi (quasi) 115 anni è la donna vivente più anziana del mondo.
Il primato assoluto di longevità in Italia, comunque, spetta ad un’altra donna,
Virginia Dighieno, originaria di Lavagna (Genova), che è vissuta dal 24 dicembre
1891 al 28 dicembre 2005, raggiungendo 114 anni e quattro giorni. Ma il record
di longevità dell’intero pianeta è detenuto da un francese, Jeanne Calment, che
dal 21 febbraio 1875, giorno della sua nascita, al 4 agosto 1997 ha collezionato
l’invidiabile età di 122 anni e 164 giorni, vivendo complessivamente ben 44.724
giorni. Nonna Peppa è nata il 20 marzo 1903, a Poggio Imperiale, piccolo centro
alle falde del Gargano, da Antonio e Maria Michela Di Dio. Venticinquenne, dopo
aver ricevuto molte serenate da più spasimanti, il 3 dicembre 1928 sposa Nicola
Nargiso, con il quale genera cinque figli, tutti ancora a lei vicino. A Poggio
ha trascorso la sua vita fino a pochi anni fa, quando la figlia Filomena decide
di portarla a vivere con sé ad Apricena. Fino a che è stata nel suo paese natio,
Nonna Peppa è stata una donna timorata di Dio, a cui ha donato la secondogenita
Concetta che, dopo aver preso i voti nelle Suore Sacramentine di Bergamo, ha
assunto il nome di suor Nicoletta, in omaggio al padre che non ha mai ostacolata
la sua scelta di vita al contrario della madre la quale “desiderava che stesse
in casa ad accudire i suoi fratelli più piccoli”. Intervistata dalla conduttrice
della serata, Floriana Rignanese, la nonnina, ancora autonoma e molto gioviale, ci dice di
condurre “una vita
regolare, non bevo vino, ma solo acqua fresca di rubinetto; non mangio carne e
tonno in scatola, ma pane e pomodoro, insomma, solo cose genuine e nostrane”.
Gioca molto spesso a carte con la figlia Filomena (che viene battuta il più
delle volte), con la quale lo scorso 8 marzo, in occasione della festa della
donna, ha persino ballato un lento. Durante le fasi dell’intervista, ha poi
descritto la trasformazione sociale del suo paese e in special modo dei giovani
“oggi più sfrontati”. Molti gli aneddoti raccontati a Floriana: il vedersi con
il fidanzato in chiesa, il tagliare la legna con l’ascia fino a pochi anni fa e,
durante una visita fatta ultimamente a Poggio, l’aver notato il figlio maggiore
Angelo, classe 1929, “invecchiato e con i capelli tutti bianchi”! Quest’ultimo
fatto ha suscitato l’ilarità della platea… Floriana ha poi intervistato i figli
“fieri di avere ancora una madre arzilla e pimpante” e alcune delle otto
nipoti, a cui si aggiungo anche nove pronipoti. Si è poi passati al taglio della
torta, realizzata con i tre numeri che compongono gli anni della vetusta
“terranovese” (così infatti sono anche chiamati nel circondario i cittadini di
Poggio Imperiale, che porta come nomignolo l’appellativo “Tarranov”, per via
della sua recente fondazione) e alla consegna di una targa da parte
dell’Amministrazione Comunale, rappresentata dal sindaco dottor Rocco Lentinio
(che è anche il medico curante di “Nonna Peppa”); della medaglia di socia
onoraria dell’AVIS locale da parte del presidente Alfonso Nardelli, e della
Spiga d’Argento consegnata dal presidente dell’Associazione “Terra Nostra Onlus”
con la seguente motivazione: “Che l’importanza di questo giorno possa farti
rivivere tutti i momenti più significativi della tua vita.” Molti i regali
floreali e gli auguri ricevuti da Nonna Peppa dai suoi concittadini, a
testimonianza dell’affetto da essi nutrito per la loro “nonnina”, e un
telegramma di auguri giunto dalla Francia. L’amena ricorrenza, organizzata
dall'Associazione Terra Nostra Onlus col patrocinio del Comune di Poggio
Imperiale, alla quale hanno partecipato anche il parroco don Luca De Rosa e il
comandante della locale stazione carabinieri, mar. Pietro De Stasio, è stata
rallegrata dalle piacevoli sinfonie dell’orchestra dell’Associazione, diretta
dal maestro Giuseppe Manduzio. L’emittente televisiva regionale Telenorba ha
trasmesso in diretta alcune fasi della festa tramite due collegamenti nel corso
dei TG serali. Intervistato dal giornalista Pietro Loffredo, lo scrivente, presidente
dell’Associazione “Terra Nostra”, ha invitato gli astanti a ritrovarsi fra un
anno per festeggiare ancora tutti insieme. Appuntamento al prossimo 20 marzo
2010, quindi, per i 107 anni di “Nonna Peppa” Robucci.
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FESTA del II ANNIVERSARIO
Giovedì 20 agosto 2009 si è celebrato il II anniversario di fondazione dell'Associazione Culturale Terra Nostra Onlus, un traguardo molto importante raggiunto dai soci che apre nuovi scenari per la realizzazione di progetti futuri. La manifestazione si è svolta in Piazza Imperiale e vi hanno preso parte il mago Borsalino, e gli artisti circensi: Alessia Fakiro e i suoi serpenti; la contorsionista brasiliana Lilli e il giocoliere Anghel. Condotta magistralmente da Daniela Vassallo, la serata è stata allietata dalle canzoni del socio Nicola Caroppi, che ha dimostrato la propria bravura presentando alcuni brani del repertorio di Pupo. Agli stand allestiti nei pressi del palco degustazioni di prodotti tipici. Ottima la partecipazione del pubblico.
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GITA CULTURALE A S. ANGELO DEI LOMBARDI
Domenica 15 novembre 2009 l'Associazione ha promosso una gita socio-culturale a Sant'Angelo dei Lombardi (AV) in occasione della nona edizione della "Sagra delle Sagre", organizzata dalla locale Pro Loco. Numerosi i soci che hanno partecipato all'evento, dall'elevato tasso culturale, che ha avuto modo di rinsaldare quei vecchi vincoli storici che vedono uniti Poggio Imperiale e Sant'Angelo dei Lombardi nel nome di Placido Imperiale, fondatore del nostro paese. La mattinata è stata dedicata alla visita guidata della cittadina, l'amico Michele Vespasiano ci condotto e narrato la storia della città, del Castello della Famiglia Imperiale, della Cattedrale e dell'Abbazia del Goleto. Dopo un lauto e sobrio pranzo, consumato in un ristorante appena fuori S. Angelo, il pomeriggio i soci lo hanno trascorso tra i vicoli della città vecchia, dov'erano gli stand per la degustazione e la vendita dei vari prodotti tipici. Durante la Sagra, ci si è intrattenuti con un gruppo di musica popolare e si è animata la serata con danze e canti.
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Clicca sulla locandina per vedere la slide della gita
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FALÒ DELL'IMMACOLATA
Il 7 dicembre è tradizione a Poggio Imperiale accendere il falò in onore dell'Immacolata Concezione. Rispettando lo Statuto, l'Associazione Terra Nostra Onlus ha tenuto fede alle tradizioni rinnovando anche nel 2009 il proprio impegno, rinnovare e tramandare alle future generazioni quel poco che resta di una Poggio Imperiale che non c'è più. Ha fatto da cornice al falò la sagra della mortadella alla brace accompagnata dalla degustazione del vino novello. L'iniziativa è stata patrocinata dalla Provincia di Foggia.
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Clicca sulla locandina per vedere la slide delle foto della festa
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PRANZO SOCIALE DI FINE ANNO
Domenica 20 dicembre 2009, presso il ristorante La Rosa dei Venti di Lesina Marina, si è svolto il tradizionale pranzo sociale dei soci dell'Associazione Terra Nostra Onlus. Hanno partecipato molti soci con le proprie famiglie, il socio onorario Stefano Bucci, il consigliere regionale Franco Ognissanti e il mago Alexis, che nel corso del pranzo ha mostrato la sua bravura. Il presidente Giovanni Saitto ha relazionato sull'anno di attività del sodalizio e ha lanciato il progetto "Aiutiamo Giorgia" (si possono avere informazioni nella home page del sito).
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clicca sulla locandina per vedere la slide delle foto
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IL PRIMO VIOLINO IN TERRACOTTA
CREMONA
28/10/2009 - Fino a prova contraria è il primo esempio al mondo di violino in
terracotta, perfettamente suonante. La qualità del timbro è quella che è, ma non
bisogna certo fare dei sofismi di fronte a un’opera che ha impegnato il suo
autore per otto mesi di fila.
L’originale strumento è stato presentato al sindaco Oreste Perri, al vice Carlo
Malvezzi e all’assessore alla cultura Nicoletta De Bona, che hanno ammirato la
creatività e l’ingegno di Vlade Mastikosa, bosniaco che risiede a Cremona da una
quarantina d’anni, dove ha imparato da dilettante a costruire violini, quelli
veri. Allievo del Laboratorio del Cotto, ha realizzato il violino di ceramica
presso il centro di via Cattapane, sotto la guida del responsabile didattico
Giulio Grimozzi. «Io gli ho dato solo gli ammaestramenti ceramici, il resto è
tutta farina del suo sacco», dice il maestro.
Il violino è completamente di cotto eccezion fatta per ponticello, cordiera e
piroli. Le parti strutturali - tavola, fondo, fasce, manico e riccio - sono
state plasmate da Mastikosa, non senza difficoltà: «Durante la lavorazione e la
cottura si sarà rotto diecimila volte, ma alla fine ce l’ho fatta». Il modello è
quello - va da sé - di uno Stradivari. E all’interno c’è tanto di anima e
catena, per mettere in vibrazione la struttura, benché la terracotta non abbia
certo l’elasticità del legno. Lo strumento è di terracotta naturale ed è stato
verniciato solo con olio di lino per fargli prendere il color legno e per
proteggerlo dai fattori esterni.
Esaltati da questa scommessa vinta, Mastikosa e Grimozzi pensando già alla
prossima sfida: la realizzazione di un violino in porcellana. «È più sottile,
dovrebbe vibrare e suonare meglio», dicono. Via alla sperimentazione. (ro.c.)
fonte -
www.cremonaonline.it
Vlade Mastikosa, meglio noto a Poggio Imperiale col nome di Osvaldo, è un "terranovese" acquisito, avendo sposato, nell'ormai lontano 1973, una nostra compaesana, Antonietta Piacquaddio, dalla quale ha generato Antonio nel 1975 e Mara nel 1978. Nato il 3 marzo del 1946 a Ostraluka, comune della Repubblica Serba di Bosnia-Erzegovina di poco più di mille abitanti, dopo aver conseguito il diploma di tecnico meccanico, Vlade o "Osvaldo" nel 1971 giunge in Italia, precisamente a Milano, dove incontra la donna che due anni dopo sposerà. Nel 1972 si trasferisce a Poggio Imperiale e otto anni dopo a Cremona, dove attualmente risiede. Nel 1988, in seguito ad un incidente stradale, gli muore il primogenito Antonio che, spesse volte, va in sogno al genitore al quale "consiglia" per suo volere di realizzare qualcosa. Vlade segue le indicazioni dettate in sogno dal figlio e realizza prima dei velieri in legno e poi, unico nel suo genere al mondo, un violino in terracotta (nella foto in alto a sinistra) perfettamente funzionante. Nelle foto in basso vediamo, a sinistra, Vlade nel suo laboratorio e mentre suona il violino il giorno della presentazione alle autorità di Cremona.
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LO STEMMA DI TERRA NOSTRA IN TERRACOTTA
Poggio Imperiale 25 agosto 2010 - Dopo il violino, Vlade realizza lo stemma in terracotta della nostra Associazione. Nell'agosto del 2009, periodo in cui era in ferie, Vlade si è recato nella nostra sede sociale è si documentato sulle iniziative proposte da Terra Nostra. Lo "slavo" è rimasto impressionato dalle numerose attività svolte ed ha voluto lasciarci in dono lo stemma in terracotta, realizzato nell'arco di un mese. Nelle foto: Vlade, a destra, consegna l'opera nelle mani del presidente Gianni Saitto.

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21 OTTOBRE 1860 - 21 OTTOBRE 2010: 150 ANNI DI UNITÀ

La Gazzetta di Capitanata del 20 ottobre 2010

Giovedì 21 ottobre 2010 si è tenuta a Poggio Imperiale, presso la Biblioteca Comunale, una conferenza per celebrare il 150° anniversario del plebiscito annessionistico (a sinistra la locandina che annunciava l'evento), svoltosi nel Regno delle Due Sicilie proprio il 21 ottobre del 1860. "L'idea di unità nazionale nel Regno di Napoli: il Plebiscito del 1860", questo il tema su cui hanno relazionato la socia prof.ssa Antonietta Zangardi e il dott. Michele Galante. Ha moderato il dibattito il giornalista Loris Castriota Skandenbergh. Numeroso il pubblico presente tra cui: la prof.ssa Rosa Nicoletta Tomasone, presidente del Centro Culturale "Luigi Einaudi" di San Severo; la prof.ssa Teresa Rauzino, presidente del Centro Studi "Giuseppe Martella" di Peschici e un rappresentanza dell'Archeoclub di Orta Nova. Sono inoltre intervenuti: Antonio Mazzarella, assessore alla cultura del Comune di Poggio Imperiale, e Giovanni Saitto, presidente dell'Associazione Terra Nostra Onlus.

Il tavolo dei relatori: Loris Castriota Skandenbergh, a sinistra, la prof.ssa Antonietta Zangardi e il dottor Michele Galante. Nella foto a destra, il pubblico presente in sala.

L'intervento del presidente Giovanni Saitto, alla sua sinistra Loris Castriota Skandenbergh. A destra, foto di gruppo al termine della conferenza.
L’idea di unità nazionale nell’ Italia Meridionale: vicende del plebiscito di annessione del 1860
POGGIO IMPERIALE “PAESE CONTRO”
Il Plebiscito dei 21 ottobre 1860, indetto dopo la spedizione dei Mille e la conseguente liberazione dell’Italia Meridionale dai Borbone. Liberazione. Qualche storico parla di: Occupazione, perché il popolo meridionale sarebbe passato dalla sottomissione borbonica a quella sabauda. Ma non tocca a noi sciogliere questo dilemma. Presentiamo IL FATTO, avvenuto giusto 150 anni fa, tratto dall’opuscolo di Giovanni Saitto I giorni del Plebiscito a Poggio Imperiale [“Grafiche Quadrifoglio”, 1995]. I Mille sbarcano a Marsala l’11 maggio 1860. A Salemi, tre giorni dopo, Garibaldi assumeva pieni poteri in nome dell’Italia e di Vittorio Emanuele II, diventando dittatore. Dopo aver occupato tutta la Sicilia comincia la marcia verso Napoli. Salerno fu occupata il 6 settembre, nello stesso giorno il re Francesco II di Borbone e sua moglie Maria Sofia si rifugiavano a Gaeta. Dopo la battaglia sul fiume Volturno, il Dittatore Generale Garibaldi poteva entrare trionfalmente a Napoli, acclamato dalla folla festante. La dittatura garibaldina ebbe breve durata, perché l’8 ottobre 1860 il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministro degli Interni, Raffaele Conforti, indisse il Plebiscito. Il Decreto comprendeva 9 articoli nei quali si stabilivano le modalità dei voto: Votare SI o NO al quesito, anzi all’affermazione: “Il popolo vuole l’Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele Re Costituzionale e suoi legittimi discendenti”. La plebe, il popolo. Da chi era formato il popolo votante? Intellettuali, qualcuno, proprietari terrieri, pochi, e una massa di contadini analfabeti. Le amministrazioni locali erano guidate soprattutto da borghesi e proprietari terrieri ostili agli intenti democratici e che tenevano a bada una moltitudine analfabeta, perché temevano una decisione popolare che attentasse al loro potere. Il Plebiscito fu accolto con entusiasmo in tutte le Province meridionali ed in tutta la Capitanata. In una circolare a firma dei marchese Giorgio Pallavicino Trivulzio, Prodittatore delle Province napoletane, inviata ai Governatori delle province meridionali, si invitava ad adottare i più efficaci provvedimenti affinché tutte le opinioni potessero manifestarsi liberamente. La sentenza che sarebbe uscita dalle urne avrebbe deciso le sorti dei Reame di Napoli e avrebbe rivelato alle nazioni che la Terra del Sannio e della Magna Grecia, ove sorse la prima civiltà d’Occidente ed ove si udì per la prima volta il nome santo d’Italia, era degna di far parte della grande famiglia italiana. Già si presagiva la vittoria del SI. A Poggio Imperiale la notizia di tutti i fatti che stavano cambiando l’organizzazione politica e sociale del Sud fu accolta con distacco e indifferenza. Il clamoroso annuncio dell’ingresso di Giuseppe Garibaldi in Napoli, non riuscì ad eccitare il già gelido temperamento dei terranovesi. L’allora sindaco, Antonio Caroppi, non rese di pubblica opinione tutti i fatti che modificavano l’assetto politico del Sud, però mandò una lettera ambigua al Governatore di Capitanata, affermando che il popolo terranovese aveva festeggiato l’entrata di Garibaldi a Napoli con gioia e contento indicibile. Ma come avrebbe potuto gioire il popolo se non era stato adeguatamente informato? I pochi liberali che vi erano a Poggio Imperiale, non avevano avuto il coraggio di concedersi alcuna manifestazione di giubilo, per paura di ritorsioni. Da Foggia, arrivarono intanto i bollettini del voto: 800 bianchi con il SI e 400 con il NO. Come mai questa disparità di numero. Perché non uguali il SI e il NO? I proprietari terrieri erano preoccupati perché il voto sarebbe stato palese e plurimo per garibaldini e galantuomini. L’allora parroco Leone Brunone nelle omelie invocava la Vergine affinché distruggesse le milizie piemontesi. In definitiva, però, a Poggio Imperiale le operazioni di voto si svolsero nella sala comunale, con correttezza e tranquillità. Il popolo intimorito e confuso espresse il suo voto palese. Il 29 ottobre 1860 fu effettuato lo scrutinio: su 278 votanti, 72 votarono SI all’annessione al Regno d’Italia e 206 votarono NO. Unico paese dei distretto di San Severo che rigettava il plebiscito e votava contro l’annessione al Regno d’Italia. L’annessione della terra del Sannío e della Magna Grecia al Regno d’Italia fu sancita con 1.302.064 voti affermativi. I contrari furono 10.312. I cafoni dei Sud. considerati peggiori dei beduini,, gli straccioni dei Sud (cosi definiti dal luogotenente dei Re a Napoli) avevano deciso con il Plebiscito di unirsi all’Italia. Poggio Imperiale era il “paese contro”. Per timore di una insurrezione, il giudice di Apricena chiedeva di inviare nel paese i militi. La notizia venne appresa da una “compagnia di volontari vestiti alla garibaldina” di stanza a San Severo, al comando dei tenente colonnello Giovanni Viglione, il quale decise di riportare l’ordine nel piccolo centro. La notizia di una possibile rivolta si diffuse nei centri vicini. La truppa dei “Cacciatori dei Gargano” forte di circa cento uomini, tra cui il maggiore Giuseppe de Cicco, originario del luogo, giunse a Poggio Imperiale alle tre di notte del 30 ottobre. I garibaldini posero in stato d’assedio il paese e, avendo trovato nella Casa Comunale le statue di Francesco II di Borbone e della consorte Sofia (e non gli stemmi e i ritratti dei Re Vittorio Emanuele9, con un’ordinanza vietarono adunanze in tutti i luoghi pubblici e vietarono di portare ogni sorta d’armi. Il cancelliere comunale e Capitano della Guardia Nazionale, Primiano de Palma, Fu arrestato per aver favorito la vittoria del NO. Nell’atto della votazione, infatti, dava il NO invece dei SI agli analfabeti. Viglione commise degli abusi. Disarmò la Guardia Nazionale, vera istigatrice, a suo avviso, del presunto moto insurrezionale, un moto che non era mai scoppiato. Insultò i militi davanti ad un numeroso pubblico di terranovesi, accorsi per curiosare. La piazza era gremita. Tra la folla, si vissero momenti di incertezza drammatica, molti furono salvati da Francesco Paolo de Seriis, nostro concittadino dai chiari sentimenti liberali, che dal balcone della sua casa in piazza, mostrando un quadro riproducente i volti del nuovo re Vittorio Emanuele II e Garibaldi, prese ad urlare a squarciagola: «Viva il Re Galantuomo, Viva l’invitto Duce Garibaldi». A lui si unì la Guardia Nazionale e poi anche il popolo. Anzi, la folla, la massa, gridando a sua volta: «Viva Vittorio Emanuele II». Il de Seriis scese tra la folla gridando «Viva l’Unità d’Italia, abbasso il Borbone tiranno». Lo stesso de Seriis che non aveva avuto il coraggio di inneggiare con gli altri liberali all’ingresso di Garibaldi a Napoli, per paura dì ritorsioni. Il popolo terranovese applaudiva festante. Lo stesso popolo che s’era fatto convincere a votare NO all’annessione al Regno d’Italia Il 10 Novembre, nella sala Comunale gli ufficiali dei Cacciatori del Gargano imbastirono un fugace processo, durante il quale il popolo sì “svegliò”. Cosa successe? de Seriis accusò il parroco. Dietro pressione degli amici della libertà, fu liberato il de Palma, capo della Guardia Nazionale, al quale furono chieste le motivazioni che indussero gli elettori di Poggio Imperiale ad esprimere il proprio dissenso all’annessione. De Palma si discolpò accusando il cassiere. Fu lamentato l’abuso di potere. Le accuse rimbalzavano. Il popolo terranovese si era svegliato dal proprio torpore!!! Tutte le deposizioni confermarono che nessuno sapeva dell’ingresso di Garibaldi a Napoli e che i filo liberali non poterono esultare. Tutti i militi della Guardia Nazionale testimoniarono contro il loro capo, Primiano de Palma, e salirono sul carro dei vincitori. In conclusione. si trovarono i capri espiatori. de Palma ed i possidenti furono accusati di aver organizzato i moti reazionari (che non erano mai avvenuti), fu sciolta la Guardia Nazionale e ne fu organizzata un’altra con un nuovo comandante e nuovi militi. Nel paese tornarono cosi la calma e la serenità. La bufera passò. Poggio Imperiale accettò il nuovo sistema. «So’ viste ‘na cose appése, sacce s’jéve ciucce o piamuntése!», era una massima ripetuta dai nostri avi a ricordo di questa vicenda. Ognuno di noi può trarre da questo avvenimento le giuste conclusioni. Evidenziare i pregi e i difetti di un popolo non è facile. Forse pregi e difetti li assommiamo tutti perché non possiamo dimenticare che la popolazione di Poggio Imperiale fu formata da gente di tutti i paesi vicini, che portò con sé, oltre alla famiglia, anche il modo di agire, di pensare. L’educazione, il comportamento. Da questo episodio della nostra storia risalterebbe l’ambiguità del popolo terranovese. Ma, è improprio parlare di “popolo”. E’ più giusto parlare di “folla”, “massa’. La folla (di manzoniana memoria), è molto influenzabile. Spesso le scelte della massa sono provocate dall’emotività del momento e non scaturiscono da una responsabile valutazione. Non dimentichiamo che la folla era formata da contadini analfabeti soggetti al padrone. Analfabeti e sfruttati, senza conoscere i propri diritti. Una folla in principio avversa al Re Galantuomo ma che poi, vistasi insidiata ed oltraggiata dall’ufficiale dei “cacciatori del Gargano, si unisce alle guardie nei nuovi sentimenti liberali ostentati dai piemontesi. Sull’onda di tanto entusiasmo per l’unificata nazione, di lì a poco, un’atroce tragedia stava per abbattersi sul neonato Stato italiano. Una vera e propria guerra civile, frutto appunto dell’Unità, che causò lutti e rovine in tante famiglie meridionali, liquidata dai piemontesi con l’epiteto di “brigantaggio”.
Antonietta Zangardi
Fonte: Il Gargano Nuovo, ANNO XXXVI N. 9/10 OTTOBRE 2010
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PRANZO SOCIALE DI FINE ANNO
Domenica 12 dicembre 2010, presso l'Agriturismo "Posta Monaca" di Apricena, si è svolto il tradizionale pranzo sociale dei soci dell'Associazione Terra Nostra Onlus. Hanno partecipato molti soci e simpatizzanti con le proprie famiglie, il socio onorario Stefano Bucci, il consigliere regionale Franco Ognissanti, don Luca De Rosa, parroco di Poggio Imperiale, Micky Sepalone e Angela che, nel corso del pranzo, hanno deliziato i presenti con le loro canzoni.
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