È bene saperlo... consigli per le famiglie

Prove di pagamento e tempi di conservazione per documenti fiscali, ricevute, fatture e scontrini per evitare di pagare due volte

Perché conservare la “prova” di un pagamento?

Documenti fiscali, ricevute, fatture e scontrini sono documenti che siamo tenuti a conservare per dimostrare l’avvenuto pagamento. Non farlo ci esporrebbe al rischio di dover pagare una seconda volta, per giunta con l’aggravio di interessi e more. Ma quanto a lungo dobbiamo tenere le quietanze di pagamento? Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare che esistono diverse durate dell’obbligo di conservazione, che variano a seconda del tipo di documento. I titolari di un diritto – cioè i soggetti che, nella fattispecie, sono legittimati a pretendere il pagamento – sono tenuti ad esercitare lo stesso entro un termine di tempo, fissato dalla legge caso per caso. Trascorso tale termine, il nostro debito si estingue per “prescrizione”, e nessuno potrà più pretenderne il pagamento, soltanto a questo punto potremo disfarci della ricevuta. Di seguito pubblichiamo un utile promemoria dei documenti da conservare e dei loro tempi di prescrizione. Teniamo comunque presente che è sempre meglio eccedere un po’ con la prudenza, conservando le ricevute almeno un paio di anni in più rispetto ai limiti indicati nelle tabelle che seguono. I termini di rivalsa per i titolari dei crediti, infatti , possono venire prorogati anche di mesi, e quindi il disfarsi dei documenti con un po’ di ritardo “strategico” può metterei al riparo da brutte sorprese.

Affitto e spese condominiali

Le ricevute dell'affitto e delle spese condominiali vanno conservate per almeno 5 anni, anche se è consigliabile custodirle più a lungo possibile.

Assicurazioni

Le quietanze delle polizze vanno conservate per 1 anno dalla scadenza (salvo diversi tempi previsti dal contratto)e per 5 anni se usate ai fini fiscali (spese detraibili).

Atti notarili

Gli atti notarili vanno conservati per sempre.

Bollette domestiche
 

Le bollette delle utenze (luce, telefono, gas e acqua) devono essere conservate per 5 anni dalla data di scadenza del pagamento.

Bollettini ICI
 

I bollettini dell'ICI devono essere conservati almeno fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere fatto il pagamento o a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Canone TV

Per il pagamento del canone TV la prescrizione è di 10 anni.

Cedolini stipendio

I cedolini dello stipendio sono documenti preziosi che vanno tenuti in un cassetto per tutta la vita. Molto spesso, a distanza di decenni, si rivelano l'unico modo per provare un rapporto di lavoro dipendente. Attenzione, nelle aziende con più di 15 dipendenti la possibilità di contestare i conteggi si prescrive dopo cinque anni. Nelle società con meno di 15 persone invece i documenti perdono valore solo dopo cinque anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. I cedolini paga possono invece tornare utili fino a dieci dopo l'inizio del trattamento pensionistico. I cedolini Inps o di qualsiasi ente previdenziale vanno conservati per dieci anni dopo il pensionamento.

Estratti conto bancari e postali

Vanno conservati per 10 anni.

Fatture di professionisti e artigiani

Le fatture di avvocati, commercialisti, idraulici, elettricisti, meccanici ecc., vanno conservate per almeno 3 anni.

Modello Unico, Mod. 730 e CUD

La documentazione deve essere conservata per almeno 6 anni. Infatti entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, gli uffici possono fare accertamenti. La documentazione di Unico 2004 o 730/2004, inerente i redditi del 2003, per esempio dovrà essere conservata fino al 31 dicembre 2009. Non vanno comunque cestinate le carte del modello Unico nella cui dichiarazione risultino imposte a credito; ma vanno conservate fino a quando non si è ottenuto il rimborso dall'Agenzia delle Entrate.
Multe stradali I pagamenti delle multe stradali vanno tenuti nel cassetto per almeno 5 anni.
Mutui Le quietanze delle rate vanno conservate per 10 anni.
Rette scolastiche ed iscrizione a corsi sportivi Le ricevute vanno conservate per 1 anno, o per 5 anni se usate ai fini fiscali, come spese detraibili.
Ricevute alberghi e pensioni Le fatture o ricevute di alberghi e pensioni vanno conservate per almeno 6 mesi.
Ricevute di spedizionieri o trasportatori Le ricevute vanno conservate per 1 anno se il trasporto avviene in Europa, o 18 mesi se il trasporto avviene fuori Europa.
Scontrini Gli scontrini, se valgono come garanzia, vanno conservati per tutta la durata della stessa (2 anni è la durata ufficiale della garanzia). Se riguardano l'acquisto di medicinali, portati in detrazione nella denuncia dei redditi, scatta il quinquennio previsto per la documentazione fiscale.
Tassa di circolazione La tassa di circolazione (bollo auto) deve essere conservata per 5 anni dalla scadenza, anche se l'auto è stata venduta.
Tassa sui rifiuti Le ricevute della Tarsu (tassa rifiuti solidi urbani) vanno conservate per 10 anni.
Tosap Tosap (tassa occupazione spazi ed aree pubbliche)devono essere conservati almeno 5 anni.

 

Come difendersi dal caldo

Le elevate temperature di queste ultime stagioni estive hanno fatto soffrire tutta Italia, in modo particolare le persone anziane, le quali devono prestare molta attenzione alla loro salute: il loro corpo è meno abile nell'adattarsi alla temperatura attraverso i normali meccanismi di raffreddamento, come la sudorazione. In più, la dilatazione dei vasi sanguigni periferici, una normale reazione dell’organismo quando sale la temperatura, può comportare problemi per il cuore e per la circolazione. Nella tabella che segue si riportano alcuni consigli che la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale suggerisce per affrontare meglio il periodo estivo, modificando le normali abitudini giornaliere:

  • evitare di uscire fra le ore 12 e le 18. Sono queste le ore più calde della giornata che, nelle città, sono accompagnate da un aumento della concentrazione di ozono nell’aria che respiriamo

  • mangiare molta frutta e verdura, cibi che contengono una grande percentuale di acqua: una pesca, per esempio, è composta di acqua per il 90%, un melone per l’80%. Ancora, meglio fare pasti leggeri, preferendo pasta e carboidrati rispetto a carni e formaggi fermentati

  • bere molta acqua (almeno un litro e mezzo al giorno, di più se si svolge un'attività che comporta un'intensa sudorazione). È importante ricordarsi di bere anche se non si ha sete: l’intensità di questo "segnale di allarme" naturale dell’organismo diminuisce con l’avanzare dell’età, aumentando il pericolo di disidratazione

  • evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate (che contengono caffeina) o zuccherate. Alcol e caffè sono infatti sostanze che hanno un effetto diuretico: l’acqua espulsa con l’urina non è disponibile per i processi di raffreddamento dell’organismo, quale la sudorazione. Vanno evitate anche le bevande troppo calde o troppo fredde: quelle calde hanno l’effetto di aumentare la temperatura corporea (per esempio, le minestre bollenti invernali) mentre quelle troppo fredde possono causare crampi e congestioni. La temperatura ideale di una buona bibita, quella che permette  un veloce assorbimento e un giusto raffreddamento, dovrebbe essere attorno ai 10 gradi, né troppo fredda né troppo calda

  • usare vestiti di colore chiaro e non aderenti, di cotone, di lino o di fibre naturali. I vestiti scuri o di materiale sintetico trattengono il calore. In casa, è meglio vestirsi in maniera "leggera", evitando però le correnti d'aria e i flussi diretti di ventilatori o condizionatori

  • se la casa è rinfrescata con i climatizzatori, è importante pulirne i filtri periodicamente (sono un ricettacolo di polveri e batteri) e regolare la temperatura a 25-27°C, non troppo più bassa rispetto a quella esterna. Così si evitano i bruschi sbalzi di temperatura, spesso fonte di malesseri

  • se si è affetti da diabete o ipertensione, o da altre patologie che implicano un'assunzione continua di farmaci, è importante consultare il proprio medico di famiglia per conoscere eventuali reazioni che possono essere provocate dalla combinazione caldo/farmaco o sole/farmaco. Tra le più frequenti, vi è l'eccessiva sensibilizzazione alla luce o i cali di pressione ed il rischio di svenimento. Anche l’uso di eventuali integratori di sali minerali deve essere concordato con il medico: potrebbero esservi pericolose interazioni sia con la patologia e che con i farmaci che si prendono abitualmente

  • chi soffre di patologie bronco-polmonari deve evitare di passeggiare nelle ore più calde, bere più acqua della dose normalmente raccomandata ed evitare i bruschi sbalzi di temperatura corporea, come per esempio l'entrare sudati in un grande magazzino con l'aria condizionata. Se non si può evitare, è importante cercare di non respirare con la bocca aperta, ma solo con il naso, almeno nei primi minuti

  • chi è affetto da diabete, deve esporsi al sole con molta cautela perché, a causa della possibile minor sensibilità al dolore, potrebbe ustionarsi anche in maniera seria.