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Un popolo senza storia è come un albero senza radici: è destinato a morire!
E per custodire e tramandare la nostra storia, è intento dell'Associazione Culturale “Terra Nostra Onlus” promuovere e rinvigorire la cultura e le tradizioni popolari attraverso convegni, spettacoli e momenti di aggregazione. Solo attraverso una riscoperta delle nostre radici si può sperare in una rinascita della nostra comunità. Molte le iniziative culturali promosse dalla neonata Associazione: pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo; gita a Napoli per visitare il Duomo e la via dei presepi; il falò dell'Immacolata la sera del 7 dicembre; il Presepe vivente, i cui proventi sono stati devoluti al piccolo Orlin Naskov, figlio di una coppia bulgara residente a Poggio Imperiale, che necessita di un intervento chirurgico all’occhio sinistro per il recupero della vista; l’allestimento di un carro allegorico in occasione del Carnevale Terranovese.
Di imminente realizzazione: un convegno di storia patria e, a metà giugno, il Premio Nazionale “Spiga d’Oro” 2008, un omaggio a personaggi non solo dello sport, dello spettacolo e della cultura che si sono distinti a livello nazionale e locale.
Con queste iniziative miriamo a fornire un valido contributo non solo per la valorizzazione del territorio locale dal punto di vista sia culturale che economico, ma anche per ricordare come eravamo e per far conoscere il nostro paese al turismo culturale, fonte indispensabile per uno sviluppo socio-economico per i nostri pochi operatori turistici.
I FUOCHI DELLA "CONCETTA"
La sera del 7 dicembre a Poggio Imperiale si compie il rito dell’accensione di falò in onore dell’Immacolata Concezione, festività che nel Medioevo era definita “la festa dei Normanni” (così detta in quanto i Normanni, dopo averla conosciuta in Italia, trasportarono questa festività in Normandia e in Inghilterra).
Le origini di questa pratica sono molto antiche: in varie religioni e in molte credenze, il fuoco è l’elemento essenziale come, ad esempio, in alcune cerimonie compiute per propiziare la presenza ed il benefico calore del dio Sole, oppure per scongiurare e tener lontano il pericolo di mortali epidemie o anche per protezione contro influssi malefici.
Per quanto concerne la nostra usanza, essa è stata trasportata dai primi coloni campani giunti a Poggio Imperiale nella primavera del 1764 dal Sannio e dall'Irpinia, dove tutt'ora è praticata, ed è probabile che essa abbia come principio la venerazione delle popolazioni meridionali, soprattutto nei mesi invernali, per il dio Fuoco.
Vuole la credenza che le prodigiose ceneri dei falò, preparati dai ragazzi che si prodigano per la raccolta delle fascine, consumati in suo omaggio venissero usate per cospargere i terreni da poco seminati, rendendoli fertili e preponendoli ad un abbondante raccolto.
L’uso di disseminare la cenere nei terreni e di mescolare la semenza era, infatti, un rito propiziatorio proprio delle antiche comunità agricole daunie, al cui dogma non poteva certo sottrarsi la società rurale dei nostri padri, che ci tramandarono questa tradizione alla quale si tiene in modo molto sentito. Oggi questa pratica non è molto diffusa tra i giovani poggioimperialesi e l'Associazione "Terra Nostra Onlus" si propone di custodirla, diffonderla e tramandarla, avendola inserita in un punto del proprio statuto.


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Mercoledì 26 dicembre 2007 l'Associazione "Terra Nostra Onlus" ha organizzato, fra le vie del borgo antico di Poggio Imperiale, il tradizionale Presepe Vivente, manifestazione che da qualche anno a questa parte non veniva proposta. Grazie alla regia di Antonio Mazzarella, supportato da tutti i soci del sodalizio, sono state allestite numerose scene, che hanno riportato l'ambiente e i visitatori alla Poggio Imperiale dell'800. Le offerte raccolte sono state devolute in beneficenza al piccolo Orlin Naskov, un bambino bulgaro che vive a Poggio Imperiale, il quale necessita di un intervento oculistico per il recupero della vista ad un occhio.

L'interno della capanna e la Sacra Famiglia.

Giuseppe e Francesco, soldati di Roma.

I Re Magi in cammino per raggiungere la capanna e, a destra, con Anna e Maria Grazia, vestite da antiche massaie.

Placido, Michele e Alfonso nella bottega del fabbro ferraio e, a destra, Michele intento ad impastare la pasta per il formaggio.

Antonio giovane contadino e Carmine, piccolo macellaio.

Lavandaie e ricamatrici e la piccola speziale.

Falegnami al lavoro per riparare un vecchio sandalo in legno.
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LA FESTA DELL'IMMACOLATA 2008...


... E QUELLA DEL 2009
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